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un calice al femminile

Un calice al femminile | di Simona Fusco

30 novembre 2017

Terminai in un sorso il bicchiere di vino e mi sentii svuotata e leggera. Al terzo calice ero scivolata in una sbronza piuttosto felice.
Raccontai, biascicando,tutta la mia storia alla collega seduta vicino a me, doveva avere circa vent’anni, e lei mi suggerì di prendere un gatto e chiudere con i maschi.

Mi guardai intorno, un po’ assonnata, sentivo di avere tutti i riflessi rallentati, come dopo un’ anestesia… colpa del vino…
Sensazioni piacevoli, riuscite un istante a distrarmi: a creare il giusto distacco dalla realtà.
Così mi sono avvicinata morbosamente a questa bevanda, la curiosità aumentava giorno per giorno… volevo capirne di più, non poteva solo essere il nettare che provocava in me quella estrema sensazione di benessere, era molto di più.

Mi iscrissi ad un corso tenuto da una delle associazioni più importanti a livello nazionale e da quel giorno mi catapultai nello straordinario mondo del vino, immenso direi. I tre livelli superati con successo, ma ancora troppe poche le etichette degustate, così anno dopo anno, non un paio di scarpe, nè un gioiello, ma una bottiglia di vino nuova da assaggiare. Afferravo le bottiglie, toglievo il tappo, annusavo il profumo e me ne versavo qualche dito… la prassi: sempre la stessa, tutte le volte mi piaceva terribilmente ne assaporavo il calore che mi invadeva tutte le volte già dal primo sorso.

Uno dei primi vini del quale ho un ricordo indelebile fu un rosso: avvicinai il bicchiere alla bocca, il suo profumo intenso di frutta matura si arrampicò lungo il mio naso e riempì la testa.
Ne buttai giù un bel sorso e il sapore caldo e pieno mi rimise in sesto, come la scrollata di spalla di un soccorritore quando sei svenuto, come la respirazione bocca a bocca. Era questa la deliziosa bevanda che mi mandava, che mi manda in estasi tutte le volte: il vino, non una faccenda per ragazzini o solo per uomini, il vino è donna… il rosso…

Donne, provate ad iniziare dal rosso e desidererete tutte le volte svenire per poi essere soccorse magari da un uomo divino…

Svuotate tutto il bicchiere, assaporandone ogni goccia, poi versatene ancora, al terzo calice troverete abbastanza coraggio per rilassarvi, dire magari tutta la verità, magari amare o fare l’ amore.
Non devi esserne un’ intenditrice

– l’ hai assaggiato?
– no l’ho scolato
– ti è piaciuto?
– si
– e allora bevi, basati inizialmente sull’istinto

Un buon palato ed un buon naso sono i punti di partenza per riuscire ad apprezzarli e riconoscerli.
Per diventare esperti serve assaggiare. Bere tanto, con curiosità. Provare bottiglie diverse, di più vitigni e annate, provenienti da cantine famose o sconosciute, vini buoni e meno buoni. È come l’ amore. Solo se hai amato tanto, più persone, in età differenti, se hai provato sentimenti disastrosi e positivi, se hai conosciuto la disperazione e il lieto fine, puoi dire di esserne diventato un esperto.

Ora, con una leggera musica di sottofondo, versatevi un buon calice e brindate alla mia salute, se volete, io lo farò in questo momento, mi è venuta sete e brinderò alla vostra, chissà però se sceglierò un rosso…